Camera Restricta: la fotocamera che si rifiuta di scattare se la foto è … banale! L’invenzione permetterà di scattare foto uniche al mondo.

Ieri abbiamo parlato di Ritorno al futuro, con Doc e Marthy, per i 30 anni dalla creazione della pellicola. Oggi parliamo di qualcosa che sembra arrivi davvero dal futuro.

Spesso ci sono luoghi come il Colosseo, la Tour Eiffel, il Louvre, il Big Ben, la Statua della Libertà o anche angoli meno famosi ma pur sempre visti e impressi nella memoria fotografica. Le foto, ovvio sono tutte simili per taglio, ispirazione, contenuto, prospettiva, posizione, basta cercare sui social di riferimento Instagram o Flickr per avere una certezza. E’ giusto che ognuno di noi ha diritto al suo ricordo, ma un banale clone, o meglio una foto relativamente vuota di contenuto è dietro l’angolo.

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Camera Restricta è la vera novità. Pensate che questa straordinaria fotocamera, un vero severo assistente, dotata di gps e Internet, scansiona circa 35 metri quadrati rispetto alla posizione in cui ci troviamo e conta il numero di istantanee pubblicate in quell’area su popolari servizi come Panoramio, lo stesso Flickr e affini. Se il numero di immagini geolocalizzate è eccessivo, supera cioè una soglia stabilita in partenza, il dispositivo emette un segnale acustico, il mirino si blocca, l’otturatore si ritrae ed è fisicamente impossibile scattare la foto. Divieto assoluto. Il rilevamento di questi dati si traduce poi in un feedback acustico, che ricorda il suono dei contatori Geiger per la misurazione della radioattività, dove di contaminato c’è un luogo che abbiamo spesso fotografato.

Philipp Schmitt, il giovane designer danese che ha sviluppato l’idea, studente di Interaction design in Germania, probabilmente stanco di continue foto viste e riviste, c’ha pensato bene, creando una provocazione digitale che per adesso è solo un prototipo, ma che speriamo ben presto diventi realtà tra le mani di ogni turista, o perchè no, tra le nostre. Il suo obiettivo è porre un freno fisico, tangibile, all’omologazione dell’immagine e dell’immaginario digitale. Questo per qualcuno potrebbe suonare come un divieto, ma l’interesse di Schmitt è di rendere l’originalità un fattore assoluto. Come dargli torto?!

(Fonte: panorama.it, philippschmitt.com)